Marco Bagnoli, Tunnel impossibile

Tunnel impossibile, 1988,

telaio in legno, tela di amianto, gelatina fotografica blu, luce elettrica,
cm 225 x 125 x 870.

Tutto il tempo penso a quella fonte dove bevve il cavaliere la cui sete da allora cessò per sempre, Galleria Pieroni, Roma 1988.

Tunnel Impossibile è l’ultima versione profondamente modificata di un lavoro che fa la sua prima comparsa in Iperborei – Galactic Pot Healer Stichting De Appel, Amsterdam, 31 ottobre – s.d. 1980 e quindi in nuove configurazioni, in Iperborei / Anionico Samangallery, Genova, 26 febbraio – s.d. 1981 e in Identité Italienne / L’art en Italie depuis 1959, a cura di Germano Celant, Centre Georges Pompidou, Musée National d’Art Moderne, Paris, 25 giugno – 7 settembre 1981, dove ha il titolo di Tunnel Impossibile tout nouveau no surprise. In Marco Bagnoli, a cura di Thierry Raspail, Musée Saint-Pierre Art contemporain, Lyon, 7 ottobre – 23 novembre 1987, riappare ancora in una nuova forma con il titolo Veni de Libano Sponsa.

“Nella stessa stanza […] vi è una seconda porta che Bagnoli ha trasformato nell’entrata di un ‘tunnel’ che va da questa porta ad una finestra simmetricamente opposta. Già entrando nella galleria avevamo intravisto la tela tesa sulla struttura di supporto del tunnel. Il grigio chiaro della tela era imbevuto di una luce azzurrina, poiché l’apertura della finestra era stata coperta da una plastica traslucida blu. Di sezione rettangolare, il tunnel si presentava come la manifestazione tridimensionale del diagramma prospettico costituito dalle linee che partendo dai quattro angoli della porta raggiungevano quelli corrispondenti della finestra. Non era possibile entrarvi: la soglia poteva essere varcata solo con lo sguardo. La prospettiva convenzionale espande il punto di vista del soggetto all’infinito; ma qui l’equazione era rovesciata, come se stessimo guardando dalla parte sbagliata di un cannocchiale. Tale inversione poneva l’osservatore nello spazio delle cose che sono oggetto dell’osservazione; così facendo Bagnoli aveva reso impossibile all’osservatore vedere altro che l’illusione della visione. Il tunnel era così il simbolo della indeterminatezza di questo ‘punto d’origine’, che abbiamo lasciato per ritrovarci, in quest’ultima stanza, di fronte ad un’apertura illusoria, un punto che chiude tanto il cerchio quanto la mostra.”
Pier Luigi Tazzi, Marco Bagnoli, in “Artforum”, New York, aprile 1988, ora trad.it. in: cat. Marco Bagnoli, 2007, p. 85.

Tunnel impossibile è reinstallato in Apertura Atelier Marco Bagnoli, Montelupo Fiorentino, dal 5 maggio 2017.